Vicini di casa peggio degli scarafaggi1 ci hanno dichiarato guerra. Minacciano la nostra casa. Offese e minacce che vanno avanti da un anno. Ora questa stronzata maledetta. Da quanto preparavi questa disegno? Quanti complici ti sono serviti per la pantomima? Uno lo conosciamo già. Tanto vale la vita di un moccioso iperattivo e sensibile per te. Come la vita di un topo da ingannare in una trappola che sembri una casualità. Un cane da avvelenare che pure mi avete fatto. Di trasloco in trasloco. Sempre avuto vicini di merda, perfidi, spie, infami e assassini. Il mio petto era gonfio di iperattività da giorni, notti. L’odore di stronzata mi ha pizzicato il naso. Quanta merda che sento. La merda che avete disimparato ad annusare. La merda che credete di fare solo nel cesso di casa vostra ma la fate ovunque e io la sento, la sento per dio. C’era qualcosa. Mi sono infiammata con fra. Ero posseduta. La mia aggressività non ha superato il mio limite. E’ bastata a proteggerlo affinché non addentasse i canini in una crocchetta avvelenata. Oggi lo so per certo. Ero posseduta da un principio divino pericoloso capace sia di accorciare la salute sia di preservarla. Paranoia figlia di Apofenia strappa con la violenza i veli illusori di realtà che coprono schemi occulti, codici e complotti. Sono incazzata marcia. Darei una mazzetta al prete per fargli suonare la campana per il duello. Vorrei spaccare la tua faccia di merda come la tua anima. Frantumarti l’osso del naso sul mio ginocchio. Sotto le grida della folla. Non posso picchiare uno stupido vecchio però. Qualcosa te lo faccio però. Tu aspetta, merda di un coglione inutile. Stai vivendo come un topo nel muro. Uno stile di vita che conosco troppo bene per non sapere i tuoi punti deboli. Nella trappola ci sei già tu. Ti nascondi dietro una maschera da criminaletto di carriera ma sei il primo degli infami. Non mi stupirei che pure le guardie sono tue alleate o pedine. Devo sospendere il giudizio. Qui proteggo e sigillo questo testo da ogni caserma e tribunale. Non mi va di perdere tempo con questi giochi civili. Questa non è un’accusa né una denuncia. Ma sapete che i processi emotivi e cognitivi accesi da un “incontro casuale” con delle divise blu… Può… evocare Apofenia e Paranoia… portare a rivelazioni fulminanti… Bocca aperta… Sguardo assente… Stupore… Sintomi di follia vari ed eventuali. Lo “sbirro corrotto” non è qualcosa che mi interessa come corpo in carne e ossa, è solo un tropo narrativo che stimola la mia creatività, signor giudice.
Un passo indietro. La “corruzione” indica, in senso generico fisico-biologico, un processo di decomposizione e degenerazione della materia. Un lungo elenco2 di reati deriva dal lessico delle scienze naturali e questo dovrebbe bastare a criticare la naturalità di ogni costrutto legale e l’illegalità-criminalità dei processi naturali. La legge è una messa in scena della morale. Lo scatto della manetta intorno ai polsi dell’arrestato produce l’immagine della vittoria del bene sul male. Il carcere è una metonimia della manetta. Qui verrà assegnata un’identità ciascuno. Le guardie e i prigionieri perdono la loro individualità. Le identità sono fisse, stabili, rigidamente divise. Su un primo livello di realtà lo sono perché il confine tra le due viene costantemente ribadito dalla violenza. Ma non facciamoci fregare dall’identità e dalla dualità. La corruzione è naturale. Le guardie e i prigionieri sono inevitabilmente a stretto contatto, si affezioneranno e influenzeranno, invecchieranno insieme proprio come una coppia di amanti. Ecco allora come tra un anziano criminaletto di provincia e sbirri alle soglie della pensione può scattare prima o poi un’intesa quasi adolescenziale perché il gioco3 di ruolo nascosto dalla legge viene scoperto. La divisa e l’uniforme, la pistola e il braccialetto elettronico vengono scoperte per ciò che sono, maschere che si scambiano di continuo in una danza che spazza via i confini tra i corpi e le identità che incarnano.
Ave, o Apofenia, piena di grazia,
il Caos è con te.
Tu sei benedetta fra le cognizioni
e benedetto è il frutto del tuo istinto, Paranoia.
Santa Apofenia, Madre di Intuito,
prega per noi paranoiche,
adesso e nell’ora della nostra crisi.
Incendia le nostre mani e le nostre gambe,
tieni aperte i nostri occhi e le nostre orecchie.
Amen.
- Chiedo scusa all’attivismo politicamente corretto vegan/antispe se ho espresso rabbia e offesa usando un “insulto specista” e quindi potrei aver offeso voi umani al posto dei miei amici scarafaggi che saluto con insonni striduli notturni e so certamente che non si sono offesi, no. ↩︎
- Corruzione, traffico, riciclaccio, evasione, depredamento ↩︎
- Farò presto un approfondimento critico sui giochi dell’infanzia: “nascondino” e “guardie e ladri”. ↩︎
